Come trovare il tuo obbiettivo nella vita?

Sembra pazzesco ma una volta lessi su un articolo che il libro più venduto a livello mondiale aveva nel titolo parole come “trovare un obiettivo nella vita”. Mi sarei aspettata più un “come essere felici”, “come fare i soldi”, e invece no, per la gente trovare uno scopo è la cosa più importante. D’altronde, la felicità è quel qualcosa che viene dopo l’aver scoperto cosa ci piace fare e metterlo in pratica tutti giorni, non prima.

 La cosa che mi ha stupito di più è che tanti arrivino a comprare un libro per sapere qual’ è  il  loro obiettivo, cosa che solo loro possono sapere. Certo, non tutti hanno realizzato il sogno da bambini di diventare un astronauta, ingegnere, fisico, calciatore. Tanti di noi, non sanno e non hanno mai saputo cosa gli piacesse realmente fare. Perché vi starete chiedendo? perché non se lo sono mai chiesti.  Questo che sto per dirvi sembra semplicistico ma in realtà, una cosa che sembra così automatica appare nella pratica molto complicata. Prendersi un attimo della giornata, isolarsi, soli con noi stessi ed iniziare a chiederci – cosa mi piace davvero fare? – è molto faticoso e dispendioso, si arriva a farlo quando la disperazione arriva piano piano, dopo anni di vita sprecata a fare un lavoro che ci fa sentire inutili.

Stefano sta facendo un lavoro che non gli piace. Si alza tutte le mattine alla stessa ora, mangia alla stessa ora, rincasa invece ad un orario sempre diverso per via degli straordinari. La routine quotidiana, dopo anni che lo accompagna nella sua solida e rassicurante vita, lo sta uccidendo. <<Preferirei morire piuttosto che fare un altro giorno come questo>>.  <<Cosa vorresti fare?>> Gli chiedono gli amici. <<Non lo so>> risponde lui. <<Non l’ho mai saputo>> .  Interviene la più saggia del gruppo <<Te lo sei mai chiesto?  Domani prendi un foglio di carta e lo separi in due sezioni, nella prima scrivi cosa ti appassiona, cosa ti piace fare, metti anche gli hobby o quello che adoravi fare da bambino ( scalare i ciliegi nel giardino di casa, fare le costruzioni con le lego). Dall’altra parte invece scrivi ciò che sai non ti piace nella maniera più assoluta ( fare conti matematici, lavorare al computer..).>>

Dopo una settimana in cui Stefano si è impegnato scervellandosi, finisce la stesura della sua lista. Si scopre che a 30 anni stava facendo tutto ciò che non gli piaceva fare e aveva trascurato tutte quelle che adorava. Persino la cucina, che lo aveva da sempre appassionato, non gli interessava più, travolto dall’apatia che in quegli ultimi anni lo aveva consumato. Si era adagiato in quella che viene chiamata “inezia a vivere”, che rende apatici, senza emozioni ed entusiasmo, che è ciò che rende vivi. Una cosa positiva però in quegli anni l’aveva fatta, risparmiare. Non avendo interessi, svaghi, ed andando solo a lavorare, avevo messo via una buona somma. Si ritrovò con un po’ di soldini in mano, uno spiraglio di entusiasmo per la nuova opportunità che gli si prospettava e tanta voglia di rimettersi in gioco per tornare a vivere. Si iscrisse ad un corso di cucina serale, chiese il part-ime al lavoro in modo tale da potersi esercitare a casa con tante ricette e nuovi piatti appresi al corso. Acquistò un casale in campagna da ristrutturare e lo adibì al suo nuovo ristorante. Quando riuscì ad avviarlo e a farlo conoscere, lasciò il suo vecchio lavoro ed iniziò la sua nuova vita.

“Ciò che bisogna tenere sempre a mente, è che i sogni per essere realizzati necessitano di un ingrediente fondamentale, la motivazione. Senza questa, potrete essere i più infelici e depressi dell’universo, ma sarà una condizione con la quale lotterete per il resto dei vostri giorni. La vera rivoluzione può solo partire da voi stessi, dalla vostra voglia di cambiare, di fare, di lasciare un segno in questo mondo. Non inseguendo queste prerogative, gli artefici della vostra infelicità sarete solo voi”

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