Come trovare l’anima gemella?
febbraio 14, 2017
Che potere ha la bellezza?
febbraio 20, 2017

Come farsi rispettare dagli altri?

Le persone molto spesso possono essere malvagie e maleducate. A tutti prima o poi sarà sicuramente successo di sentirsi mancato di rispetto, e questo può essere avvenuto in due modi:

 

  • sentirsi urlare e mortificare da qualcuno che alzando la voce ha utilizzato vocaboli dispreggiativi ed offensivi
  • essere vittime di prese in giro e risatine malvagie da parte di un grupetto coalizzato.

 

Voglio affrontare il primo punto raccontandovi un aneddoto personale. Una sera di molti anni fa mi trovavo con la mia compagnia, e a fine serata arrivò il momento dei saluti. Stavamo scambiando le ultime chiacchere quando ad un certo punto, una ragazza del nostro gruppo, alla quale sapevo di non stare particolarmente simpatica, inizia a punzecchiarmi.

 

Non ricordo i contenuti in particolare ma i suoi toni alti e sgarbati li ho ancora bene impressi. Il mio atteggiamento spontaneo in quel momento è stato quello di non risponderle allo stesso modo, in maniera irrispettosa e violenta, ma con assoluta calma, facendomi valere e rispondendole prontamente.

 

Ad un tratto, un’altra mia amica che era lì a fianco a me, pensando che mi stesse mancando di rispetto ,ha preso le mie difese, intervenendo nella discussione urlando e insultando come lei. Fortunatamente, la cosa si è conclusa senza rissa e tiraggio di capelli, il resto degli amici ci ha accompaganto alle rispettive macchine e siamo tornate a casa senza nessun danno fisico. La cosa che però mi ha segnato di quella serata, è avvenuta dopo.

 

Una volta in auto, la mia amica “difensore” che era a fianco a me mi disse : << Perché ti sei fatta mancare di rispetto in quel modo davanti a tutti? Dovevi risponderle a tono, ora sei passata per la bonacciona alla quale si può dire tutto>>.  Come accade spesso nella vita, l’ esperienza e l’ambiente modellano il carattere ed io da quella volta ho modificato il mio pensiero, influenzata dal giudizio di una mia amica, iniziando così a credere che per essere rispettati bisogna sempre tirare fuori gli artigli.



Che non è poi una cosa sbagliata, ma avere gli artigli non significa abbassarsi al livello degli altri. La mia visuale delle cose cambiò anni dopo, quando mi capitò tra le mani il test di un libro di università, la cui domanda era : Quanto sei assertivo?

 

Al tempo non conoscevo questa parola. Assertività: la capacità di esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni senza tuttavia offendere né aggredire l’interlocutore. E’ un comportamento che permette a una persona di agire nel suo pieno interesse, di difendere il suo punto di vista senza ansia esagerata, di esprimere con sincerità e disinvoltura i propri sentimenti e di difendere i suoi diritti senza ignorare quelli altrui». Meglio di Wikipedia non lo spiega nessuno 🙂

 

Vi ripropongo qui una domanda del test che mi è rimasta impressa.  “Supponi che una persona con la quale lavori ti offenda davanti a tutti appellandoti con una brutta parola, cosa penseresti?” :

A Con me ha chiuso. Non deve permettersi di mancarmi di rispetto in questo modo davanti a tutti, prima o poi mi vendicherò.

B Non mi piace come si sta comportando con me. E’ fastidioso essere insultati, ma non è la fine del mondo. Forse lo fa perché è teso e preoccupato. Andrò a parlargli quando si sarà calmato, spiegandoli che mi sono sentito offeso e che non meritavo quel trattamento.



Avendo sempre avuto capi per la maggior parte “nevrotici”, per me è stato facile rispondere ed ovviamente l’opzione A è quella che ho sempre adottato. Poi però il proseguo dell’esercizio chiedeva di indicare come ti saresti sentito, provando ad immedesimarti in entrambe le situazioni. Provate a farlo anche voi. Per me è stata una grande rivelazione perché non mi ero mai soffermata a pensare come sarei stata se avessi reagito in maniera diversa.

 

La sensazione che ho provato ipotizzando la scelta B è stata di tranquillità e un certa superiorità. ( è sbagliato chiamarla così però non saprei come spiegarla meglio). Sarebbe come pensare in quel momento << Ok, si è scaldato eccessivamente ma è un problema suo, io di certo restando calma dimostro di avere autocontrollo e di non sentirmi in colpa per nessun motivo>>.

 

Difatti, se mai vi trovaste in una situazione del genere e sapete di non aver fatto nulla di sbagliato, utilizzando questa modalità di pensiero, non vi farete troppo coinvolgere rischiando di farvi prendere dall’ira di Achille, ed in un momento successivo, quando le acque si saranno calmate, andrete a parlare al capo vestiti di tutta la dignità che avete dimostrato, chiedendoli gentilmente di non mancarvi più di rispetto ( con parolacce ed insulti mentali annessi 🙂 )

Passiamo ora al secondo punto, che spiegherò brevemente per non rischiare di annoiarvi 😀

Al mondo esistono persone che per sentirsi importanti, per autoconvincersi del fatto di valere qualcosa, non possono far altro che giudicare gli altri. Queste sono persone con un grande vuoto interiore che molto spesso, per ammazzare la noia che riempie le loro vite, si accaniscono su qualcuno ridicolizzando e prendendolo in giro.

Ora se quel qualcuno sei tu, devi adottare una posizione di superiorità e pensare “poveretti, devono essere messi gran male per perdere il loro tempo in questo modo”. L’errore più grande che molto spesso fa chi è soggetto di cattiverie da parte di una o più persone, è quello di aver paura di apparire come la vittima bullimizzata che crea compassione e pietà.

 

Prova per un momento a vederla dall’esterno, sei al parco e vedi un gruppetto di bulli prendere in giro un altro ragazzo per il suo modo particolare di camminare, il quale dopo averli visti si comporta come nulla fosse ignorandoli e non dando loro importanza . Come giudichi i due ruoli? Io sicuramente etichetto come persone negative e prive di sensibilità le prime, e positiva e piena di coraggio la seconda, che se ne frega degli altri ed è fiera della sua individualità. Nel mondo alla fine, faranno strada coloro che riusciranno a non dare importanza al giudizio altrui e a dar voce alla loro unicità.

 

Molte volte, putroppo, questi episodi di mobing avvengono sul luogo di lavoro dove un collega è preso di mira da altri che non lo rispettano e fanno di tutto per metterlo in cattiva luce. In questo caso, la pressione psicologica che l’individuo deve affrontare quotidianamente può diventare molto pesante e quindi trasformarsi in qualche disagio psichico o fisico che la persona somatizza.

Qui le cose da fare sono due :

 

  • se la persona subisce da molto tempo questo stress psicologico che non sembra attenuarsi, dovrebbe cercare un altro posto di lavoro. Il rischio è ammalarsi a livello fisico e psicologico quindi, dato che la salute viene prima di tutto e di lavori ce ne sono un’infinità meglio allontanarsi da persone malvagie che si è costretti a vedere tutti i giorni.

 

  • Se la prima opzione non è fattibile per motivi di causa di forza maggiore, la persona che subisce deve riuscire a vivere nell’ambiente lavorativo, come se chi le fa mobing non esistesse. Deve cercare di entrare nella cerchia delle amicizie degli altri colleghi che non l’hanno presa di mira, fare il proprio dovere e vivere il più serenamente possibile evitando coloro che le mancano di rispetto. Il loro intento tra l’altro è proprio quello di rovinargli la vita, quindi sarebbe giusto dargliela vinta? In questo caso la parola chiave è indifferenza, si deve concentrare il proprio pensiero su altro, sul lavoro da portare a termine, su un viaggio che si vuol fare, su una festa che si vuole organizzare, l’obbiettivo è : distogliere la mente da questa situazione e concentarsi su altro.
“Un atteggiamento più positivo ci farà sentire padroni di noi stessi e della situazione traendo un’ occasione di crescita da tutto ciò che ci succede ed ottenendo sempre sullo sfondo tutto il rispetto e la considerazione che meritiamo”

 

Immagine fornita da clipartfest.com

0 votes
  • Cristina Pulvirenti

    Bellissimo articolo